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La tampografia è una procedura che permette di stampare delle grafiche, scritte e decori su oggetti di qualsiasi forma e dimensione, in modo semplice e con una risoluzione impeccabile.
Ad oggi è uno dei sistemi di stampa su oggetti più utilizzati, la cui peculiarità è quella di poter stampare in modo ottimale, non solo su superfici piane, ma anche su superfici concave, convesse o irregolari.
FAQ
Grazie alla flessibilità e alla morbidezza del tampone, questa tecnica è ideale non solo per le superfici piane, ma soprattutto per superfici concave, convesse o irregolari. È spesso l'unica tecnica utilizzabile per la stampa su oggetti curvi.
Qualsiasi oggetto può essere sottoposto a questo processo, a patto che sia in grado di resistere allo "schiacciamento" meccanico esercitato dal tampone e che il suo materiale sia chimicamente compatibile con l'inchiostro utilizzato.
Mentre la serigrafia utilizza un telaio piatto ed è ideale per superfici piane (ma diventa complessa e lenta su oggetti tridimensionali perché richiede la rotazione dell'oggetto), la tampografia nasce proprio per decorare forme "non convenzionali" e irregolari. Inoltre, la tampografia offre una risoluzione maggiore, garantendo una fedeltà assoluta anche nei dettagli molto piccoli o nei tratti sottili.
La stampa garantisce risultati eccellenti e duraturi: non sbiadisce (resiste anche ai lavaggi in lavastoviglie) ed è altamente resistente alla maggior parte dei solventi, degli acidi e degli alcali.
Le macchine sono principalmente ad azione elettropneumatica o elettrica. Questa tecnologia assicura una lunga durata nel tempo e fa sì che non abbiano praticamente bisogno di manutenzione.
I consumabili sono i materiali che si logorano o si esauriscono con l'uso e che vanno periodicamente riforniti. Nella tampografia sono essenzialmente tre: i cliché (le lastre incise), i tamponi (in gomma siliconica) e gli inchiostri.
Lastre in polimero (rosse o verdi): sono realizzate in materiale plastico fotosensibile (inciso tramite luce UV). Offrono una definizione estremamente precisa e ricca di dettagli. Le rosse durano circa 20.000/30.000 impressioni, le verdi circa la metà.
Lastre in acciaio: sono molto più resistenti e possono arrivare fino a un milione di utilizzi se ben conservate, ma offrono una definizione leggermente inferiore rispetto al polimero. Sono ideali per altissime tirature dello stesso disegno.
Forma: i tamponi hanno tutti una conformazione "a piramide" per evitare bolle d'aria. Quelli più appuntiti sono indicati per le superfici piane, mentre quelli arrotondati si adattano meglio alle superfici curve o irregolari.
Durezza: un tampone più duro dura di più nel tempo e offre una definizione di stampa più nitida. Un tampone morbido, invece, è ideale per stampe grandi, curvature accentuate o oggetti fragili che rischierebbero di rompersi sotto la pressione.
Inchiostri monocomponente: asciugano per evaporazione del solvente e non richiedono obbligatoriamente un catalizzatore. Hanno il vantaggio di poter rimanere nel calamaio della macchina per più giorni senza indurire.
Inchiostri bicomponente (o reattivi): richiedono l'aggiunta di un catalizzatore. Offrono una resistenza nettamente superiore a sfregamenti, agenti chimici e luce. Una volta preparati, hanno una durata di efficacia limitata (6/8 ore), dopodiché
induriscono e non sono più utilizzabili. Vengono preferiti nell'80% dei casi per via della loro robustezza e sono obbligatori su materiali come vetro e metallo.
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